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i sanniti e l'impero romano
L'area in cui ora si trova Casalciprano fu popolata fin dal secondo millennio a.C. da popolazioni pre-indoeuropee o mediterranee: la zona, ricca di grotte, era particolarmente adatta ad accogliere l'uomo preistorico e continuò a essere abitata anche dopo le migrazioni indoeuropee degli Italici nella penisola. Per queste popolazioni, le vallate costituirono un habitat naturale particolarmente idoneo sia per l'agricoltura, sia per le colline boscose che permettevano di allevare bestiame e di cacciare, sia infine per i corsi d'acqua particolarmente adatti alla pesca. Numerosi sono stati infatti i ritrovamenti legati a questo periodo: selci lavorate e ceramiche della media e tarda età del bronzo.
Dopo la seconda migrazione si stabilirono nella zona i Sanniti, popolo duro, rude e fiero, dedito alla pastorizia transumante. La loro organizzazione era diffusamente strutturata in piccoli villaggi, santuari, necropoli e fortificazioni d'altura. I Sanniti arrivarono nel Sannio, e precisamente nei pressi di Boiano (16 Km da Casalciprano) nel VI sec a.C., dalle terre limitrofe dei Sabini, di cui sarebbero stati i discendenti (il nome che i Sanniti infatti davano a se stessi era Safineis, dove la f deriva da una labiale aspirata come ph o bh). Tale ipotesi porterebbe alla conclusione che i Sanniti avrebbero origini greche in quanto i Sabini discendevano, come affermavano Strabone, Plutarco e Dionisio di Alicarnasso, dagli Spartani.
Fu infatti nel periodo di massimo splendore della Grecia, tra il VI - V sec. a.C., che Casalciprano ebbe origine, molto probabilmente dove oggi sorge il parco dell'Annunziata come fa pensare il ritrovamento della statua di una testa di donna ora custodita presso la Sovrintendenza alle Antichità della Regione Molise con la denominazione di Donna di Casalciprano.
Durante le Guerre Sannitiche Casalciprano entrò nello scenario bellico, infatti Tito Livio narra che i Romani scesero da Duronia a Boiano avanzando lungo il Biferno e passando quindi quasi certamente nel territorio del nostro paese, si suppone prendendo l'antico tratturo che dalla Forcatura portava al fiume, ma dopo la difficile battaglia di Boiano, esausti, rientrarono in patria. Conquistato il Sannio nel 290 a.C., le popolazioni sconfitte incominciarono ad abbandonare le loro fortezze arroccate sui monti.
Nel 91 a.C. ebbe inizio la guerra sociale con la quale gli alleati di Roma reclamavano la parificazione della loro condizione a quella dei cittadini romani di pieno diritto. Si unirono ai Sanniti gli Irpini, Frentani, Piceni, Marsi, Peligni, Vestini, Marrucini e Lucani e da quest'unione nacque la Lega Italica che ebbe come prima Capitale Corfinio che prese, per l'occasione, il nome Italia, da cui il nome della nostra nazione. A seguito delle vicende della guerra, la capitale fu spostata a Bojano e poi ad Isernia. Silla irruppe nel Sannio e lo mise a ferro e fuoco.
Il 1° novembre dell'82 a.C. segna la conclusione del ciclo storico dei Sanniti. Con la romanizzazione stabilita dalla lex Iulia, il territorio era divenuto Stato Romano ed i Romani crearono una serie di Municipia, città capoluogo delle varie provinciae, all'interno dei quali concentrarono tutti i servizi. I romani utilizzarono i centri già esistenti, tra i quali Bovianum, Terventum, Saepinum, Fagifulae, Aesernia che, divenuta colonia latina nel 263 a.C. assicurò a Roma il controllo del Sannio e il collegamento con l'Apulia.
A testimonianza di questa "romanizzazione", anche se le prove non sono sufficienti a darci la certezza, ci sono numerosi reperti rinvenuti nei pressi dell'Annunziata: monete romane, piccole fornaci per la cottura di vasi, mattoni per acquedotti, lucerne, vasellame, grosse pietre (come quella collocata nella fonte ivi adiacente), e, tra l'Annunziata e Roccaspromonte (nel periodo del ritrovamento appartenente ai De Leto di Casalciprano), una Statua di Minerva oggi custodita presso il Museo Imperiale di Vienna.
L'attività della transumanza, già notevole prima della romanizzazione del territorio, ebbe uno sviluppo particolare con il consolidarsi del potere di Roma e permise il concentramento di grandi mandrie che percorrevano le calles (i tratturi) dall'Abruzzo alla Puglia e viceversa. In età augustea il Sannio fu ripopolato da quarantamila Apuani che vi si stabilirono; i Confini dell'Italia furono ridisegnati ed Augusto diede al Sannio di allora il nome di IV Regione. Questa nuova organizzazione romana procurò tuttavia gravi danni perché si verificò il primo vero spopolamento del territorio con l'accentramento delle città che rappresentavano l'unico punto di riferimento per le questioni politiche, amministrative, economiche e religiose.
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