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il medioevo e il feudalesimo
Durante il X secolo le contee del nostro territorio si trovarono a dover fronteggiare gli invasori normanni. In questo clima di inquietudine e paura venne a consolidarsi il Sistema Feudale, con lo spostamento dei centri sui colli, che offrivano un naturale sito di difesa e di controllo del territorio circostante.
E' probabile che fu questo il periodo in cui Casalciprano si spostò definitivamente dall'Annunziata, territorio fertile e luogo sacro abitato come detto fin dai tempi più antichi, all'ancora attuale centro abitato, per l'appunto su di un colle. La leggenda narra che l'attuale Casalciprano sia sorto in seguito alla caduta di una trave infuocata che distrusse l'antico villaggio e ne determinò l'abbandono. Tutti sappiamo come il medioevo fosse l'epoca della paura della fine del mondo e dell'apocalisse, in cui l'ignoranza portava a dare spiegazioni magiche o soprannaturali agli eventi naturali, e quindi possiamo supporre che sia proprio questo il periodo in cui nacque la leggenda alla quale possiamo dare una logica spiegazione grazie al fenomeno della triboluminescenza.
Con la conquista normanna nel 1035 e la divisione del territorio molisano in due contee (Loritello e Molise), il nostro territorio venne a trovarsi sul confine tra il Regno di Sicilia dei normanni e l'Impero carolingio, ragion per cui l'intero Molise dovette coprirsi di castra. E' perciò facile pensare che nel nuovo sito fu edificato l'antico Castello (distrutto poi nel 1805 da un terremoto) attorno al quale si sviluppò il paese. A riprova di ciò possiamo osservare la Pianta Medievale del centro antico di Casalciprano.
Delle nove contee che si costituirono da signorie feudali longobarde resesi autonome (Venafro, Larino, Trivento, Bojano, Isernia, Campomarino, Termoli, Sangro, Pietrabbondante) cominciò a prevalere la contea di Bojano, cui apparteneva anche Casalciprano e che ebbe come signori i conti normanni Rodolfo (1092) e poi Ugo I di Molhouse (de Molinis o Molisio - 1095), dai cui forse deriva il nome della nostra regione. Quest'ultimo ingrandì i Confini della Contea, e nella prima metà del XII sec. il conte Ugo II, poté assumere il titolo di conte di Molise (1144). Alla metà del XII secolo il Molise era il più forte stato continentale della monarchia.
Sotto il dominio normanno si ha un risveglio dell'economia, riprende anche la transumanza, e, grazie alle alleanze tra questo popolo e la Chiesa, vengono edificate numerose chiese. Ci sembra questo il caso di Casalciprano, che vede nascere in questo periodo ben cinque Chiese, tutte in stile romanico: San Salvatore (la chiesa madre), Santa Maria del Giardino, San Rocco, San Pietro, Maddalena, di cui tre esistenti tutt'oggi. Dalla presenza di tutte queste chiese possiamo immaginare il gran numero di fedeli presenti a quell'epoca e l'importanza della Chiesa nel nostro paese. E infatti con la seconda crociata Casalciprano vide partire con a capo Giuliano di Castropignano alcuni soldati, come viene ricordato anche nel Catalogo dei Baroni.
Alla morte di Ugo II (1168), la contea del Molise (comitatus Molisii), comprendente anche Casalciprano, fu ceduta dalla reggente spagnola Margherita di Navarra a Riccardo di Mandra. All'inizio del XIII sec. divenne di Tommaso di Segni conte di Celano. Alla morte dell'ultimo discendente maschio dei normanni, Ruggero II, il Regno di Sicilia passò a Enrico VI di Svevia che aveva sposato Costanza d'Altavilla, figlia di Ruggero II. Alla morte di Enrico VI (1197) il regno visse nel disordine e sotto la guida autonoma dei signori feudali normanni, fin quando nel 1220 divenne imperatore e re di Sicilia Federico II, figlio di Enrico VI. Dopo la morte di Federico II (1250) il regno tornò nelle mani dei baroni.
Appoggiato dal papa, Carlo d'Angiò, fratello del re di Francia, scese in Italia e, approfittando del disordine alla morte di Federico II, sconfisse a Benevento (1266) l'ultimo sovrano svevo Manfredi, figlio di Federico, conquistando così il Regno di Sicilia.
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